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... Perde la facoltā di intendere e di volere.
Dicevamo in post precedenti che la vera Genesi di TuttoPirla e' avvenuta durante un illuminante viaggio nella capitale. Un
viaggio che probabilmente ci ha fusi definitivamente, visto che la
temperatura media riscontrata dalla partenza al binario della stazione
di Genova Sampierdarena, all'arrivo a Roma Termini, sino all'arrivo a
Genova Brignole e' stata di 37 gradi, piu' o meno la temperatura
riscontrata sotto il mio portatile, da spento. Con la differenza che con l'aria di Roma non ci posso cuocere le uova.
Il
viaggio verso la stazione ci vede alla ricerca del vagone bar per
almeno 15-20 volte, tutte per colpa del Mashiro nazionale e per i suoi
caffe' corretti sambuca, in quanto io ho rischiato di passare a miglior
vita un paio di volte per motivi tuttora a me sconosciuti, dico solo
che stavo talmente male che non ricordo alcuni pezzi di viaggio.
All'arrivo a Roma, abituati all'aria condizionata del treno, scatta la sublimazione. Con
un clima tale anche uno Zulu avrebbe detto " 'nchiacheccaldo "
(ovviamente traducetelo in lingua zulu, siete sicuramente piu' ferrati
di me sull'argomento)
Acclimatatati
alle nuove temperature (mai registrate cosė alte al di sopra della
crosta terrestre), si parte alla volta del luogo adibito alle
premiazione.
Come
nostra abitudine arriviamo con quella mezz'oretta di ritardo che ci
contraddistingue, perlopių dovuta al fatto che non conoscevamo la
strada, per fare trenta metri da Termini (questa era la distanza dal
nostro obiettivo), siamo passati da Frosinone.
Arrivati,
passiamo la successiva mezz'ora a capire se ci avevano giā premiato,
fino al momento nel quale ci chiamano in rapida successione, consegna
coppa e medaglia, foto di rito (-prof, la faccia anche lei.- -nooo, č
venuta mossa...- -non c'č problema, c'č il fotografo.- Due mesi dopo
una mail ci informa che quel mentecatto ha perso tutte le foto.) e poi
dabbravi aspettiamo la fine, saltiamo in toto il Salmonella Party
finale (rinfresco a base di tartine alle uova di dubbio colore), e ci
dedichiamo a visitare la cittā.
Mentre
i due soggetti erano belli liberi io ho portato uno zaino da 4 chili
(mia madre pensava probabilmente andassi in colonia per una settimana:
-copriti che farā freddo...-) ed una coppa da due in mano, da portare
in giro per la cittā.
Ed
č dopo un viaggio di dieci minuti in un autobus inverosimilmente colmo,
la cui temperatura interna era quella della fusione del piombo, che
scattō la scintilla.
Evidentemente
stufo esclamo "ma a cosa serve una coppa, datemi dei soldi piuttosto",
e da lė nasce il servizio fotografico (comprendente anche due video)
nominato "le utilitā di una coppa", che puō essere definita "l'opera
prima" per quanto riguarda il nostro amato tp.
Si potrebbe aprire un solarium.
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